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INGEGNERE, ARCHITETTO O GEOMETRA. A CHI AFFIDARSI?

Mi è bastato lavorare qualche anno nel mondo dell’edilizia per comprendere che la realtà non corrisponde a quello che si studia sui libri. Nella stragrande maggioranza dei casi, in Italia, se un proprietario, ad esempio, decide di ristrutturare casa, la prima azione che generalmente compie è quella di rivolgersi ad un’impresa, richiedere un preventivo e cominciare subito coi lavori, saltando un passaggio fondamentale: la scelta di un progettista. Spesso, infatti, nonostante la figura del progettista sia obbligatoria per legge (e per buonsenso!) non si riesce a cogliere la sua reale utilità, tralasciando il fatto che il progettista è l’unica figura che durante tutta la durata dei lavori tutela esclusivamente gli interessi della committenza.

Quante volte ho sentito dire che il tecnico è una spesa di cui si può fare a meno, che l’architetto è un lusso, che bastano l’impresa e il geometra! Il più delle volte, poi, chi ha agito in questo modo, alla fine dei lavori si lamenta del risultato, delle spese senza controllo e di svariati altri problemi. Sbaglia chi crede che il progetto sia una fase rapida e semplice formata solo da qualche indicazione da dare qua e là e che l’impresa sia in grado di sistemare magicamente tutto esattamente come si vuole.

Il Testo Unico dell’Edilizia (d.pr. 380/2001) disciplina tutti gli interventi edilizi in Italia e classifica le opere edilizie in sei categorie di intervento, ad ognuna delle quali fa corrispondere (o meno) una specifica procedura edilizia. Non tutte le categorie di intervento richiedono un procedimento edilizio, però, ogni volta che è necessario diventa obbligatoria anche la presenza di un tecnico che certifichi che quanto si vuole eseguire sia rispondente a tutte le diposizioni di legge.

Bisogna considerare anche altri aspetti che vanno al di là delle disposizioni legislative e che probabilmente sono ancora più importanti. Primo fra tutti è la capacità del progettista di avere una visione d’insieme di un intervento edilizio, trasformando la creatività in fattibilità, quindi la sua abilità di immaginare gli spazi prima che siano costruiti e di fare in modo che siano armonici, funzionali e in grado di soddisfare le esigenze del committente. Il progettista comprende le esigenze della committenza aiutandola a metterle a fuoco. Avere un’idea non vuol dire avere una soluzione. Pur nella consapevolezza di dove si vuole arrivare,  spesso le strade sono tante, ognuna con i suoi pro e i suoi contro. Il progettista è costantemente aggiornato su materiali e tecnologie e i relativi costi orientativi, i tempi di realizzazione, la rispondenza alle normative, le lavorazioni necessarie, la fattibilità tecnica, le rese estetiche e funzionali e mette eventualmente in contatto il committente con diverse figure, impresari, idraulici, elettricisti, fornitori vari.

Ma chi è il progettista? Un ingegnere, un architetto o un geometra? Dipende dal tipo di intervento che si deve effettuare anche se il più delle volte può essere chiunque dei tre. E allora qual è la differenza tra le tre figure? La risposta a questa domanda è tutt’altro che semplice, dal momento che siamo in Italia e amiamo complicarci la vita!

Partendo dall’istruzione, la differenza tra un geometra, un ingegnere o un architetto è che questi ultimi hanno frequentato l’Università.  Tutto chiaro fin qua; lo scenario si complica se consideriamo che ci sono Geometri Laureati, Architetti Iunior, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, Ingegneri Iunior, Laureati con Vecchio Ordinamento o con Laurea Specialistica a ciclo unico, Ingegneri Civili, Ambientali, ecc. Esistono troppe etichette utilizzate per descrivere delle professionalità tecniche che differiscono in troppo pochi aspetti.

 

Nello specifico il Geometra si occupa di misurazioni topografiche, pratiche edilizie e catastali e la sua competenza professionale in materia di progettazione strutturale si limita a “piccole costruzioni accessorie in cemento armato, che non richiedono particolari operazioni di calcolo e per la loro destinazione non possono comunque implicare pericolo per la incolumità delle persone”.

Esulano dal campo professionale del geometra:

  • interventi su manufatti architettonici di particolare pregio storico o artistico vincolati da legislazione specifica;
  • calcoli strutturali complessi;
  • opere di urbanizzazione primaria (opere stradali, sistemi fognari, reti idriche, reti elettriche e telefoniche, impianti tecnici e tecnologici, ecc);
  • impianti di depurazione e le opere idrauliche;
  • opere ferroviarie e quelle stradali extraurbane;
  • macchine e gli impianti industriali.

 

L’Architetto opera in più ambiti, si occupa di progettazione architettonica, a qualsiasi livello e di qualsiasi natura essa sia (progetto edilizio, arredamento di interni, complemento di arredo, grafica o quant’altro) ed è il professionista in grado di mediare con creatività tra il cliente e le sue esigenze, tra il contesto e le sue regole.

L’Architetto junior, che si caratterizza per aver frequentato un più breve percorso di studi dal quale conseguono alcune limitazioni all’esercizio della professione, può svolgere lavoro di collaborazione alle attività di progettazione di architetti o altri professionisti del settore, e solo relativamente a costruzioni civili di semplice realizzazione in cui sia previsto l’uso di metodologie costruttive standardizzate.

Gli interventi su manufatti architettonici di particolare pregio storico o artistico vincolati da legislazione specifica sono di competenza esclusiva dell’architetto.

Esulano dal campo professionale dell’architetto:

  • opere di urbanizzazione primaria (opere stradali, sistemi fognari, reti idriche, reti elettriche e telefoniche, impianti tecnici e tecnologici, ecc);
  • impianti di depurazione e le opere idrauliche;
  • opere ferroviarie e quelle stradali extraurbane;
  • macchine e impianti industriali

 

Anche l’Ingegnere opera in più ambiti e generalmente lo fa in base alla propria specializzazione. Limitando l’elenco all’edilizia, ci sono ingegneri edili, strutturisti, impiantisti. Poi ci sono gli edili-architetti, come la sottoscritta, che prediligono la progettazione integrata, seguendo una visione a 360 gradi del progetto, prendendo in considerazione sia gli aspetti tecnico-funzionali che quelli estetici.

L’ingegnere junior, che ha alle spalle un più breve percorso di studi, dal quale conseguono alcune limitazioni all’esercizio della professione, può svolgere lavoro di collaborazione alle attività di progettazione di architetti o altri professionisti del settore, ed in proprio la progettazione, la direzione dei lavori, la vigilanza, la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici, con l’uso di metodologie standardizzate, nonché i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualsiasi natura. Esulano dal campo professionale dell’ingegnere gli interventi su manufatti architettonici di particolare pregio storico o artistico vincolati da legislazione specifica.

In conclusione, dunque, se ci si trova di fronte ad un intervento in cui, per legge, ci si può affidare indifferentemente ad ognuna delle tre figure professionali, ad esempio per ristrutturare casa, chi scegliere? A mio avviso sarebbe buona norma non farsi trarre in inganno dal prezzo più basso e informarsi  sulle competenze specifiche del tecnico in esame, sui lavori svolti, sulle metodologie utilizzate. E’, dunque, importante fare un scelta saggia perché se un lavoro è pensato male, sarà sicuramente realizzato peggio.

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