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ESTRO FUNZIONALE: LA MIA IDEA DI RICICLO CREATIVO

Nel processo di ristrutturazione edilizia, uno dei momenti che ritengo più poetico ed entusiasmante è il primo sopralluogo, quando ancora nulla è definito, nessuna scelta è stata presa, l’immaginazione non ha freni, ed esistono mille soluzioni ad un problema. E’ la fase in cui applico mentalmente allo spazio reale le esigenze e le richieste del committente, prendo consapevolezza delle reali condizioni dei luoghi ed inizio ad elaborare le soluzioni di intervento. È l’occasione per scrutare l’esistente e coglierne le potenzialità. Ed è proprio qui che spesso la mia attenzione viene attirata da elementi d’arredo o finiture esistenti a cui ridare vita e la mia immaginazione inizia a rielaborare a ruota libera una serie di proposte creative dell’oggetto ormai giunto al capolinea.

Con l’intenzione di entrare in punta di piedi e rispettare l’identità del luogo, il mio obiettivo progettuale ultimo è quello di creare un’opera architettonica che sappia districarsi nel presente, strizzando l’occhio al suo passato. In questo modo il risultato finale avrà molto più valore e non sarà un mero insieme di spazi fisici, ma un ambiente unico e vivo, con una personalità, e in grado di raccontare una storia. Questo è il mio riciclo creativo. È un’operazione delicata, da contestualizzare e plasmare volta per volta.

Tutte le idee di riuso, tanto di uno spazio, quanto di un oggetto, nascono dall’incontro tra creatività e necessità, rivedendo le esperienze del passato alla luce delle esigenze e del gusto contemporaneo. Anticamente era d’obbligo sfruttare al massimo ciò che si aveva, oggi invece, mentre la società consumista del ventesimo secolo è ormai al tramonto, una sorta di presa di coscienza dell’uomo di fronte ai cambiamenti climatici, ambientali ed economici, sta riportando in auge l’etica del riuso, e credo che d’ora in poi, fortunatamente, questo concetto sarà sempre più presente nelle nostre vite.

 

Treperquattro. Da grata divisoria a tutt’altezza, a tavolino da caffè. Clicca qui per vedere il prima e il dopo

 

Emilio. Dalla stessa grata da cui ho ricavato il precedente tavolino, ho dato vita ad un portabottiglie da parete.

 

Walter e Jessie. Due sgabelli completamente riverniciati di bianco, a cui ho aggiunto dei poggiapiedi in acciaio e sostituito la vecchia seduta in raffia con un cuscino in pelle antracite.  Clicca qui per vedere il prima e il dopo

 

A volte basta cambiare colore alle ante dei mobili e sostituirne le maniglie per conferire all’ambiente un aspetto più leggero.  Clicca qui per vedere il resto del progetto

 

Durante il primo sopralluogo in questo appartamento, mi è capitato di entrare nella cucina e di innamorarmi delle piastrelle esistenti. Ho deciso di riproporle come rivestimento del nuovo bagno e della superficie superiore e laterale del camino (che rimane nella stessa posizione e riprende la forma di quello esistente).  Clicca qui per vedere il resto del progetto

 

Uno dei miei primi interventi di riuso creativo (2015): vernici colorate e tanta pazienza per ridare vita ad un vecchio tavolo

 

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