COPENHILL, IL TERMOVALORIZZATORE MULTIFUNZIONALE NELLA CAPITALE DELLA HYGGE
Hygge è un sostantivo danese che indica un’azione correlata al senso di benessere dello spirito, di accoglienza, comfort e sicurezza. Intraducibile in un’unica parola, pare racchiuda in sè il segreto della felicità.
Il mio primo incontro con questo termine risale a qualche mese fa quando, come succede di consueto per ogni mio viaggio, ero immersa nella pianificazione del mio itinerario in Danimarca, documentandomi sui luoghi che avrei visitato a breve.
E’ un’atmosfera sociale che si respira in ogni luogo della Danimarca, è lo stile di vita che la contraddistingue, e che da anni la pone in cima alla classifica stilata dall’ONU dei Paesi più felici al mondo. Non potrebbe essere altrimenti considerando che la società danese è basata sui valori di libertà, rispetto per gli altri, senso di comunità e di condivisione dei piaceri semplici della vita, talmente semplici che il piatto tipico danese è lo Smørrebrød, una fetta di pane di segale imburrata, guarnita solitamente con salmone o aringa, verdure, uova sode e salse varie (delizioso!).
Essendo il modus vivendi danese molto vicino al mio lifestyle ideale, sin da subito ho adorato Copenhagen, dove andare in giro in monopattino è più facile che spostarsi a piedi e dove il design è parte integrante del quotidiano. In giro per la città si ha l’impressione che per tutti i danesi, a prescindere dal reddito e dall’educazione, una lampada di Poul Henningsen o una sedia di Hans J.Wegner siano un piacere diventato un’indispensabile necessità, un po’ come un caffè espresso per un italiano! E basta sbirciare dai vetri delle finestre per averne una prova.
Premesso ciò e aggiungendo che Copenhagen è una delle città europee più green che punta a diventare la prima città al mondo a zero emissioni di carbonio entro il 2025, non avrei dovuto stupirmi dinanzi a Copenhill e invece non ho potuto far altro che spalancare la bocca di fronte alla sua genialità. Si tratta dell’impianto di termovalorizzazione più ecologico al mondo, inaugurato ad ottobre scorso e progettato dall’archistar Bjarke Ingels.

Foto di: Dragoer Luftfoto
Contemporaneamente centro di smaltimento e di riciclo dei rifiuti e centro ricreativo urbano, è il risultato di un’intelligente cooperazione tra tecnologia applicata alla sostenibilità, design e cultura sportiva.
L’innovazione dell’impianto è data dalla sua essenza multifunzionale. Mentre il suo interno smaltisce circa 400.000 tonnellate di rifiuti all’anno, garantendo elettricità a 60.000 abitazioni e teleriscaldamento a 160.000 case, la sua copertura è un tetto verde di 10.000 mq organizzati in una discesa lunga circa 600 m che parte da un’altezza di quasi 90 m e arriva a livello del terreno piegandosi due volte, dove è possibile praticare diversi sport in tutte le stagioni: hiking, corsa, crossfit, arrampicata e soprattutto sci. Gran parte della discesa è occupata dalla pista da sci che ha tre percorsi per tre differenti gradi di difficoltà e da due impianti di risalita. Il manto sintetico che permette di sciare tutto l’anno anche senza neve, è completamente made in Italy, realizzato appositamente da Neveplast, azienda italiana di Albano Sant’Alessandro (BG), che ha sviluppato e brevettato un nuovo materiale plastico che non subisce dilatazioni termiche, con cinque sfumature di verde in modo da rendere la pista sintetica in più possibile simile ad un prato naturale, e che è in grado di riprodurre le stesse sensazioni di una sciata sulla neve. In cima all’edificio una terrazza panoramica e un caffè permettono di trascorrere piacevolmente del tempo anche non praticando sport. L’elegante facciata continua di Copenhill è composta da blocchi in alluminio alti 1,2 m e larghi 3,3 m sovrapposti in modo sfalsato ed alternato a lastre di vetro.

Foto di: Emilio Filippelli

Foto di: Emilio Filippelli

Foto di: Nils Koenning
Niente è stato lasciato al caso; grazie all’ottimizzazione delle risorse, il rendimento complessivo dell’impianto è pari al 107%: il sistema di condensazione del vapore dei fumi in due step permette di recuperare il calore di condensazione, incrementando di circa 20 punti percentuali il recupero di energia, i filtri di nuova generazione sono in grado di trattenere tutte le polveri e i fumi nocivi; le ceneri prodotte possono essere utilizzate come componenti per il manto stradale o per altri usi nel campo delle costruzioni (previa verifica del rispetto dei limiti sul contenuto di metalli pesanti), sostituendo risorse naturali come sabbia e ghiaia; la copertura assorbe calore filtrando inquinanti e particolato e minimizzando il deflusso delle acque piovane.

Foto di: Veronica Fiore

Foto di: Emilio Filippelli